Il nostro impegno
Costituire

un laboratorio permanente per la ricerca scientifica sulle Oasi sahariane e arabiche che contribuisca alla sperimentazione sull’adattamento ai cambiamenti socio-ambientali a partire dalle conoscenze e dai sistemi che quelle popolazioni – facendo fronte alla penuria di risorse naturali – hanno sviluppato nel corso della loro storia millenaria

Lanciare

una campagna di comunicazione dedicata alle Oasi, che illustri la singolarità ambientale e paesaggistica di quegli ecosistemi, evidenzi l’importanza storico-culturale di una tradizione che si tramanda dalla Preistoria e sottolinei la moderna rilevanza geo-strategica di quelle comunità. L’obiettivo è quello di istituire una Giornata mondiale delle Oasi, per divulgare un modello di riferimento planetario, incentrato sull’autoriproduzione dei sistemi naturali

Consolidare

un network fisico, che raccolga l’adesione delle Associazioni presenti nelle comunità delle Oasi e favorisca la messa in rete di Istituzioni nazionali e internazionali, Istituzioni scientifiche, Ong e settore privato, per promuovere lo scambio di conoscenze e competenze, segnalare criticità e individuare progetti che propongano soluzioni innovative alle emergenze socio-ambientali in atto nelle Oasi sahariane e arabiche

I nostri obiettivi
  • contribuire alla salvaguardia delle risorse idriche
  • cooperare al restauro, al riuso degli abitati tradizionali e alla tutela dei beni materiali locali: archeologici, storici, paesaggistici e architettonici
  • favorire l’uso di energia da fonti rinnovabili
  • concorrere all’adozione di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti
  • sostenere attività agro-pastorali autoctone per scongiurare la perdita di varietà vegetali e l’estinzione di razze animali
  • stimolare l’impiego di pratiche tradizionali – costruttive, artigianali – e il loro aggiornamento, tecnico e tecnologico
  • incoraggiare la nascita di imprese nelle Oasi, con particolare riferimento all’iniziativa femminile
  • coadiuvare soggetti locali nella commercializzazione dei prodotti tipici
  • incentivare l’offerta di servizi turistici innovativi e di qualità
Aree di intervento
Risorse idriche

E’ necessario elaborare un approccio coerente sull’acqua che tenga conto, nella varietà di contesti trans-nazionali, nazionali e territoriali delle Oasi, degli effetti del cambiamento climatico, della specificità di ciascuna regione geografica in rapporto alle tipologie dei bacini idrogeologici, alle pratiche di captazione e irrigazione, alle infrastrutture idrauliche sul territorio. Un patrimonio idrico che deve essere individuato e usato al meglio per garantirne la portata, la rigenerazione e impedirne l’inquinamento, obbligatoriamente incorporando nuove tecnologie, che però tornino a valorizzare i sistemi basati sulle conoscenze tradizionali.

Risorse energetiche

Azioni innovative nella gestione delle risorse suolo, acqua e energia, sono necessarie alla sopravvivenza dell’intero pianeta, non solo per contrastare la sparizione delle Oasi. E’ vero però che l’ambiente desertico le rende improrogabili in modo evidente. In agricoltura, ecco quindi che la corretta gestione delle risorse idriche dipenderà anche dall’energia solare. L’uso di questa tecnologia, potrà infatti essere finalizzato alla captazione dell’acqua cui attingono i pozzi nei palmeti. Un prelievo che, grazie alle tecnica su cui si basano le pompe solari, si realizza senza esaurire la risorsa, con l’aggiunta di un ulteriore risultato: reintrodurre, attraverso l’innovazione, le antiche regole di gestione comunitaria dell’acqua, all’origine della vita nell’Oasi. Abbandonando l’uso dei pozzi individuali, attività che -sommandosi all’effetto del cambiamento climatico- ha portato ad esaurimento moltissime falde, gli agricoltori dell’Oasi tornano a consorziarsi, sia per condividere la portata di un unico pozzo, gestendo e suddividendo il flusso ad orari, che per sostenere i costi di impianto dei nuovi sistemi idrici.

AGRICOLTURA e PAESAGGIO

L’agricoltura nelle Oasi non è un semplice sistema di produzione per l’autoconsumo familiare, bensì l’attività fondativa dell’Oasi stessa. Questa ha dato origine a un paesaggio storico, che viene mantenuto con metodi di coltivazione tradizionale su piccola scala e con margini di guadagno ridotti. Sostegno e finanziamenti devono quindi andare a quegli agricoltori che con le loro pratiche riescono, non solo a conservare la biodiversità e la vita in pieno deserto, ma anche a tutelare l’unicità e la qualità estetica di quel determinato paesaggio. Le speciali caratteristiche del luogo di origine sono in realtà determinanti persino nel ciclo economico, in grado di attribuire valore aggiunto anche ai prodotti locali di un territorio più vasto, come una provincia, una regione, o addirittura una nazione. L’immagine del paesaggio storico-tradizionale è infatti un “marchio di eccellenza” che da solo riassume la “tipicità” di un prodotto, sia esso agricolo o artigianale, ma riesce anche a veicolare un distintivo e più ampio patrimonio culturale. È per questi motivi che è necessario attribuire all’Oasi tradizionale un adeguato e fattivo riconoscimento.

ARCHITETTURA e PATRIMONIO CULTURALE

Ridare vita ai villaggi tradizionali nelle Oasi, spesso semi-abbandonati, è possibile, purché gli interventi di restauro restituiscano agli abitanti, in primis, i luoghi dove si svolgeva la vita comunitaria. Sempre che si abbia cura di valorizzarne anche le qualità estetiche, prezioso e necessario richiamo a valori culturali e spirituali. In questo modo, gli spazi pubblici e alcuni antichi edifici, possono tornare a essere utilizzati in occasione di cerimonie religiose o feste tradizionali e questo uso “ritrovato” può essere il punto di partenza per un graduale recupero anche sul piano simbolico – come luogo in cui rappresentarsi e riconoscersi – da parte della popolazione. Perché questo accada è importante che la riappropriazione ad opera della comunità inizi al momento della progettazione: comunicare e condividere con gli ex abitanti gli scopi del restauro dà il via a una partecipazione diretta che ritrova non soltanto la storia dei luoghi, ma ricostruisce anche segmenti di memoria collettiva. A questo poi si aggiunge il coinvolgimento delle residue maestranze ancora in grado di usare tecniche autoctone e materiali locali, che in questa occasione riusciranno a istruire le nuove generazioni. Inizia così un processo che, nel tempo, potrà riguardare anche altre parti del villaggio e indurre a risanare abitazioni private, dove alcuni torneranno durante il periodo estivo o durante il Ramadan. La totale distruzione del villaggio, che avviene per effetto dell’erosione e dell’insabbiamento, a seguito dell’incuria, riuscirebbe così, ancora una volta, a essere scongiurata.

TURISMO

Il turismo può essere visto come un’arma a doppio taglio: l’occasione per mettere in risalto le Oasi e il patrimonio culturale che ne permetterà la sopravvivenza o al contrario, l’agente di un degrado che accorcia i tempi della fine. Per il paesaggio, la cui integrità è conditio sine qua non della fruizione turistica in queste zone, il rischio maggiore viene dall’edilizia dei nuovi quartieri e da nuove costruzioni ad uso alberghiero in prossimità dell’abitato tradizionale. Tutti interventi autorizzati e poi realizzati senza tener conto dei criteri estetico-funzionali inerenti ai luoghi, non ultimo utilizzando materiali inappropriati non solo al contesto architettonico, ma anche al clima. Edifici energivori, costruiti secondo logiche ormai inapplicabili anche nelle metropoli, ma che nell’Oasi vogliono rappresentare la modernità, snaturandone l’aspetto e di fatto depotenziandone il richiamo turistico. Da incentivarsi è invece il recupero –ad uso ricettivo- degli edifici all’interno dei villaggi, utilizzando politiche e progetti che subordino incentivi o finanziamenti al mantenimento delle caratteristiche costruttive e architettoniche locali. Ugualmente da promuovere le strutture ricettive che rimandano alla tradizione locale nomade, alloggi tendati a bassissimo impatto ecologico, in mezzo al deserto o ai margini dell’Oasi, straordinariamente integrati all’ambiente naturale e adatti al clima.

EMPOWERMENT COMUNITA’ LOCALI E ATTIVITA’ DI FORMAZIONE

Azioni che tutelano la vita nelle Oasi sono efficaci quando le comunità locali partecipano ai processi decisionali riuscendo a influenzare programmi di cooperazione internazionale e politiche nazionali che li coinvolgono direttamente. Premessa perché ciò avvenga sono nuove forme di auto-organizzazione degli attori locali, che creino nuovi spazi di discussione: forum dedicati all’identificazione dei bisogni, delle priorità, delle strategie da adottare, ai quali contribuiscano anche le donne del villaggio e le nuove generazioni, soggetti tradizionalmente assenti dalle assemblee con funzioni di governo nella comunità. A questo si sommano le attività di formazione/aggiornamento che riguardano i vari settori a fondamento dell’economia integrata dell’Oasi. E’ questa un’occasione di scambio tra esponenti di comunità dislocate in luoghi lontani tra loro, ugualmente impegnati a fronteggiare i cambiamenti indotti dai nuovi scenari socio-ambientali. In quella sede, all’analisi delle problematiche in atto, si aggiunge la possibilità di condividere una progettualità che coniughi innovazione e conoscenze locali.